Covid, Fauci Cavaliere d’Italia: l’Esculapio del nuovo ordine terapeutico

Fauci senza perifrasi: "Non credo si possa eliminare il virus, dovremmo continuare con richiamo ogni anno e mezzo"


L’immunologo italo-americano Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) e consigliere medico del presidente Joe Biden nella task force Usa antiCovid, è stato insignito del prestigioso titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Si tratta, come noto, della più alta onorificenza italiana. E il fatto che venga attribuita in pompa magna all’Esculapio del nuovo ordine terapeutico senza frontiere deve essere oggetto di qualche riflessione. Per chi non avesse chiara la linea di Fauci, basti rammemorare il fatto che suo fu, nella primavera del 2020, il rilievo secondo cui la stretta di mano, a causa della pandemia, sarebbe potuta diventare un ricordo. L’abolizione della stretta di mano, un vecchio sogno del fascismo, si sarebbe dunque potuto attuare in virtù dell’emergenza epidemiologica. Qualche sera addietro, ospite della catechesi serale televisiva di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”, così ebbe a dire Fauci senza perifrasi di sorta: “non credo si possa eliminare il Covid. Possiamo controllarlo. Dovremo continuare a vaccinare con richiamo ogni anno o anno e mezzo”.

Insomma, chiarissima la visione d’insieme, basata sui due dogmi a) dell’emergenza infinita (e delle infinite misure d’emergenza), vale a dire dell’emergenza mutata in nuova normalità, e b) della vaccinazione di massa ininterrotta, secondo il ciclo proprio della forma merce, ove la merce consumata riappare sempre da capo nella sfera della circolazione, con grande appagamento, naturalmente, dei colossi farmaceutici. In risposta all’onorificenza, Fauci ha chiaramente detto che per l’Italia “è presto per riaprire, il 15% dei vaccinati è un po’ poco”. Insomma, nulla di nuovo, davvero. Di Diego Fusaro da "Lampi del pensiero" - Affari Italiani

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