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  • Antonio Ferrero

Non suicidatevi

Aggiornato il: giu 12

Imprenditori, commercianti, artigiani, ristoratori, non toglietevi la vita. Avete sempre lottato per poter svolgere le vostre attività. Avete sempre pagato il "pizzo" tramite tasse da strozzinaggio come si fa con la mafia, a Comuni, Regioni e Stato, senza ricevere in cambio i dovuti servizi. Purtroppo i mafiosi offrono la protezione, cosa che le istituzioni non fanno ed ecco perché non si riesce a debellare il cancro della criminalità organizzata.

Avete sempre lottato contro la burocrazia che vi rende vulnerabili, nonostante il vostro impegno per non esserlo, grazie a leggi, leggine e "regolette", sempre interpretabili, fatte applicare, per fare cassa, sovente da idioti semi analfabeti, intoccabili, e in certi casi pure corrotti, con lo stipendio garantito.

Non suicidatevi voi che siete la vera ricchezza di questo paese, non è certo una ricchezza la FCA, o chi per essa, che ha sede in un paradiso fiscale e che distribuisce gli utili tra i soci quando gli affari vanno a gonfie vele, ma quando "butta male" mette i dipendenti in cassa integrazione facendo pagare gli stipendi alla collettività. Non lasciateci voi veri distributori di ricchezza, voi che ci permettete una buona mangiata, o un bell'oggetto creato dalle vostre menti e dalle vostre mani o che ci fornite un prodotto utile per la quotidianità, o che ci fate togliere un "pallino". Non fatelo per cortesia. Ve lo chiede un uomo attualmente in difficoltà come lo siete voi. Io produco un altro tipo di felicità: Giuseppy dice che lo facciamo ridere e ne vado fiero visto che lui sa soltanto far piangere e che, a differenza sua, quando racconto balle lo faccio per finzione, per rappresentare un personaggio, senza solennità per illudere chi sta soffrendo. Perché noi che ci occupiamo d'arte, siamo nella stessa vostra condizione, ma con una sostanziale differenza: molti cittadini pensano a voi, come sto facendo io, mentre noi è come non esistessimo a parte quando moriamo, allora ci menzionano per prendere qualche like sui social. Non suicidiamoci, piuttosto scendiamo tutti in piazza, belli incazzati, e facciamo capire che la nostra vita ha un valore a differenza di quella di chi si fa mantenere all'interno dei palazzi e che pontifica e legifera pensando d'essere un fenomeno, nonostante non sappia cosa sia un congiuntivo e non conosca la geografia. Mai come adesso abbiamo bisogno di voi, e voi avete bisogno di noi, continuiamo a lottare insieme, non diamoci per vinti.

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