Scienziati chiedono indagine sulla teoria dell’origine in laboratorio del Covid-19


Un gruppo di ricercatori interazionali sta chiedendo un’ «indagine adeguata» sulle origini del Covid-19, inclusa la teoria della sua fuoriuscita dal laboratorio P4 di Wuhan, che è stata completamente scartata nell’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

La missione guidata dall’Oms a Wuhan, in Cina, che ha pubblicato i suoi risultati alla fine di marzo, non avrebbe offerto una «considerazione equilibrata» della possibile origine in laboratorio del Covid-19, mentre ha dato grande rilievo all’ipotesi della diffusione zoonotica naturale. Questo è almeno quanto sostenuto dagli scienziati in una lettera pubblicata il 14 maggio su Science, una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo.

La lettera è stata firmata da 18 esperti medici in virologia, biologia, immunologia ed epidemiologia.

Il team dell’Oms ha valutato la teoria dell’origine animale come «probabile e molto probabile» mentre l’altra come «estremamente improbabile», pur non avendo «nessun risultato a chiaro sostegno di nessuna delle due», hanno scritto gli scienziati, facendo notare che, su 313 pagine totali, il rapporto dell’Oms ha dedicato solo quattro pagine alla valutazione della possibilità di un incidente di laboratorio.

«Dobbiamo prendere sul serio le ipotesi sulle origini sia naturali che di laboratorio finché non avremo dati sufficienti – hanno scritto gli scienziati – Un’indagine adeguata dovrebbe essere trasparente, obiettiva, basata sui dati […] e gestita responsabilmente per ridurre al minimo l’impatto dei conflitti di interesse».

La lettera si aggiunge ai crescenti sforzi per un’indagine completa sulle origini del virus del Pcc, meglio noto come Sars-Cov-2; i critici hanno infatti sostenuto che l’indagine dell’Oms abbia mancato di indipendenza e abbia permesso a Pechino di non essere completamente trasparente.

Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e più di una decina di altre nazioni hanno sollevato preoccupazioni sullo studio dell’Oms, sottolineando il significativo ritardo del rapporto e il rifiuto della Cina di condividere dati grezzi cruciali.

Anche il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha constatato le difficoltà di accesso ai dati cinesi. E ha dichiarato che la possibilità di una fuga dal laboratorio «richiede ulteriori indagini», aggiungendo che «tutte le ipotesi rimangono sul tavolo». «In questo momento di infelice sentimento anti-asiatico in alcuni Paesi, notiamo che all’inizio della pandemia, sono stati medici, scienziati, giornalisti e cittadini cinesi a condividere con il mondo informazioni cruciali sulla diffusione del virus, spesso con grandi costi personali – hanno scritto gli autori della lettera del 14 maggio – Dovremmo mostrare la stessa determinazione nel promuovere un discorso spassionato basato sulla scienza su questa difficile ma importante questione».

Teoria dell’incidente di laboratorio

Vari funzionari pubblici, negli Stati Uniti e altrove, hanno posto l’attenzione sulla teoria dell’incidente di laboratorio, nonostante lo sforzo di Pechino per smontare questa ipotesi.

Negli Usa, l’ex segretario di Stato Mike Pompeo e Robert Redfield, ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention, così come anche l’ex investigatore principale del Covid-19 David Asher, hanno suggerito che il virus provenga molto probabilmente da un laboratorio di Wuhan, la città dove sono emersi i primi casi di contagio. Un foglio informativo del Dipartimento di Stato americano, rilasciato durante gli ultimi giorni dell’amministrazione Trump, indicava infatti che diversi ricercatori dell’Istituto di virologia di Wuhan si sarebbero ammalati nell’autunno 2019 con sintomi simili a quelli del Covid-19.

«Ci sono enormi prove che è lì che questo è iniziato», ha dichiarato Pompeo riferendosi al laboratorio durante un intervista con il programma ‘This Week’ della Abc, il primo maggio. «Abbiamo detto fin dall’inizio che questo era un virus che ha avuto origine a Wuhan, in Cina. Ci siamo presi molti rimproveri per questo fin dall’inizio. Ma penso che il mondo intero possa vedere ora». Inoltre, Pompeo ha sottolineato che il regime cinese ha «una lunga storia di gestione di laboratori al di sotto degli standard».

«Queste non sono le prime volte che abbiamo avuto il mondo esposto a un virus, come risultato di problemi in un laboratorio cinese», ha aggiunto Pompeo, che però ha rifiutato di dichiarare se crede che il virus sia stato rilasciato intenzionalmente o meno. Di certo, l’Istituto di virologia di Wuhan ospita l’unico laboratorio cinese P4, il più alto livello di biosicurezza, e ha lavorato per anni con alti ufficiali dell’esercito cinese su progetti finanziati dallo Stato. Anni prima della pandemia, gli scienziati dell’esercito cinese avevano discusso piani per liberare un coronavirus Sars bioingegnerizzato che avrebbe favorito gli obiettivi di Pechino.

Articolo in inglese: Leading Scientists Call for ‘Proper Investigation’ of CCP Virus Lab Origin Theory Nella foto una guardia che indossa un equipaggiamento protettivo all'ingresso del centro provinciale dell'Hubei per il controllo e la prevenzione delle malattie, mentre i membri del team dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che indagano sulle origini del coronavirus Covid-19, visitano il luogo a Wuhan, provincia centrale cinese dell'Hubei, il 1 febbraio 2021. (Foto di HECTOR RETAMAL/AFP)


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